Rimini – Vento di crisi? C’è chi sfida le intemperie ricorrendo alla tradizione. Giorgia Spada ha infatti proposto nel suo negozio “Le Civette”, in via Sigismondo, un’alternativa divertente all’acquisto: il baratto. Incredibile da credere ma è proprio così, un giorno a settimana, il giovedì pomeriggio, è possibile infatti portare nel negozio i propri capi d’abbigliamento e gli accessori, vintage o usato in ottimo stato, e scegliere un capo in cambio oppure uno sconto sull’acquisto. Un’idea divertente con cui sbizzarrirsi per rinnovare il proprio guardaroba e liberarsi dai capi comprati e mai indossati.

Le Civette è uno shop che propone sia abbigliamento vintage sia second hand di alta qualità, donna e uomo, ma anche calzature, accessori, foulard, borse, occhiali e bijoux, come gli orecchini con i lego e le creazioni di Claire’s Love.

Chi entra nel mondo de “Le Civette” viene catturato dalla sensazione di voler scoprire, aprire i cassetti, cercare i foulard, “rovistare”, misurare e calarsi nella moda degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.
“Non è vintage chi non ha una storia, chi non ha un suo stile, chi dice mi va bene così e si accontenta – afferma Giorgia Spada. E’ già stato inventato tutto, ora non resta che godersi il gusto delle cose”.
Come nasce la tua passione per la moda? “Amo la libera interpretazione della moda, mixare capi differenti e stili diversi tra loro”.
Come definiresti il tuo negozio? “E’ uno shop work in progress, ogni dieci giorni cambia qualcosa, dai capi presenti nel negozio alla loro disposizione, sino alla vetrina, che ogni due settimane viene pensata da Eleonora Sacco, del corso di laurea specialistica in Sistemi e comunicazione della moda”.
Qual è il tuo target di riferimento? “Sia giovani ragazze, dai vent’anni in su, sia donne più adulte. La politica che cerco di portare avanti è basata su prezzi molto bassi, a parte per i capi vintage, infatti il prezzo medio è di circa quindici euro, sino ad arrivare al prezzo massimo di duecentocinquanta euro per una borsa di Christian Dior. In periodi come questo, a fine stagione, vendo alcuni capi anche a due euro, una cifra simbolica che tutti possono avere in tasca!”
Quali sono i tuoi progetti per il futuro? “Vorrei riuscire ad ampliare il negozio e migliorare ancora di più la qualità dell’usato, ma questo non vuol dire alzare i prezzi. E poi ci sarebbe in programma anche una sfilata, mood anni Ottanta, penso per la prima settimana di aprile, ma è ancora un progetto in via di definizione”.
Perché il nome “Le Civette”? “Perché tutte le donne sono un pò “civette”, e oggi anche gli uomini…"

Lina Colasanto,

Pubblicato lunedi 16 marzo 2009 su “La Voce di Romagna”


  

 

 
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